Roma, 26 set. – «Nessuno si forma da solo. E oggi più che mai la crescita non significa necessariamente fare di più, ma imparare a fare meglio». Lo ha dichiarato Vincenzo Castellano, presidente di UIFOR – Unione Italiana Forfettari, intervenendo al panel dedicato alla formazione nella seconda giornata del trentennale di Confimpresa Italia.
«Il forfettario è l’atomo dell’economia italiana: piccolo, flessibile, capace di generare valore e di mettere competenze a disposizione delle imprese. È già una risposta all’economia del futuro, anche se ancora non siamo riusciti a leggerne fino in fondo la portata economica e sociale».
Castellano ha richiamato proprio la dimensione sociale del lavoro autonomo: «Dietro una madre che riesce a conciliare lavoro e famiglia spesso c’è una partita IVA. Dietro un cinquantenne che perde il lavoro e si reinventa può esserci un forfettario. Dietro un giovane che decide di restare nel proprio territorio e costruirsi lì un futuro, ancora una volta, può esserci una partita IVA».
Da qui la proposta rilanciata da UIFOR: riconoscere fiscalmente, anche nel regime forfettario, gli investimenti destinati alla formazione.
«Il forfettario, per sua natura, non deduce analiticamente i costi. Ma sulla formazione dobbiamo avere il coraggio di fare una riflessione diversa. La formazione non è semplicemente un costo: è un investimento sul capitale umano».
«Possiamo parlare di flat tax, soglie e semplificazione, ma non si costruisce il futuro delle partite IVA soltanto riducendo le tasse. Lo si costruisce aumentando le competenze. Perché dietro una partita IVA non c’è soltanto un contribuente: c’è una persona, una professionalità e un pezzo dell’economia italiana che vuole crescere».
Castellano ha infine ringraziato Confimprese Italia per l’invito e per lo spazio dedicato, nel suo trentennale, al confronto sulla formazione e sul futuro del lavoro.



