Roma, 6 giugno 2026 - “Ogni volta che il Paese entra in una fase elettorale o di confronto politico, torna fuori la patrimoniale. Sempre la stessa ricetta: tassare ciò che gli italiani hanno costruito, risparmiato, ereditato, spesso dopo aver già pagato imposte su quei redditi. Per UIFOR questa non è equità sociale: è accanimento fiscale sul risparmio”.
Lo dichiara Vincenzo Castellano, presidente di UIFOR, Unione Italiana Forfettari, commentando il ritorno nel dibattito politico della proposta di una tassazione sui grandi patrimoni.
“Il patrimonio di milioni di italiani non nasce dal nulla. Nasce dal lavoro, dalla rinuncia, dai sacrifici familiari, da case comprate con mutui lunghi una vita, da beni ricevuti dai genitori o dai nonni. Colpire quel patrimonio significa tassare due volte la stessa storia economica: prima quando il reddito è stato prodotto, poi quando quel reddito è diventato risparmio”.
Secondo UIFOR, il tema della redistribuzione non può essere affrontato con slogan punitivi.
“Anche molti forfettari - professionisti, artigiani, commercianti, consulenti, piccoli imprenditori - possono avere un immobile, un piccolo patrimonio familiare, un’eredità. Non sono privilegiati. Sono persone che lavorano, rischiano, non hanno ferie pagate, malattia piena, tutele strutturate. Pensare di fare cassa su di loro, direttamente o culturalmente, è un errore politico ed economico”.
Per Castellano, la strada è opposta: “Non serve una patrimoniale. Serve una grande riforma della fiducia. Bisogna estendere il regime forfettario a 100.000 euro, rendere il fisco semplice e prevedibile, premiare chi cresce, chi reinveste, chi assume, chi resta nei territori. La vera redistribuzione non si fa mettendo le mani nei risparmi degli italiani, ma creando condizioni perché più persone possano produrre reddito, costruire patrimonio e accedere al credito”.
UIFOR propone una linea alternativa: estensione del regime forfettario a 100.000 euro, fondo nazionale di microcredito per autonomi e piccoli operatori, previdenza complementare agevolata per partite IVA, incentivi al reinvestimento degli utili in attività produttive e servizi territoriali, semplificazione radicale degli adempimenti.
“Il Paese non ha bisogno di una nuova tassa simbolica. Ha bisogno di liberare energia economica. La patrimoniale divide. Il forfettario allargato, invece, può diventare uno strumento di crescita, stabilità e giustizia fiscale concreta”, conclude Castellano.

