Roma, 14 mag. - “Accogliamo con favore le parole del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, nel suo intervento al Senato, ha nuovamente riportato al centro del dibattito economico e fiscale il tema del regime forfettario. È un segnale politico importante, perché significa riconoscere il ruolo ormai strutturale di milioni di lavoratori autonomi, professionisti, artigiani e partite IVA che ogni giorno tengono in piedi l’economia reale del Paese”. Lo dichiara Vincenzo Castellano, Presidente di UIFOR – Unione Italiana dei Forfettari.
“Il Governo - prosegue Castellano - ha già dimostrato attenzione concreta verso il mondo delle partite IVA. Va ricordato che l’innalzamento della soglia del regime forfettario da 65mila a 85mila euro è stato un passaggio storico, fortemente sostenuto anche dal Vicepremier Matteo Salvini, che ha consentito a migliaia di professionisti e piccoli imprenditori di continuare a crescere senza essere travolti da un sistema fiscale e burocratico spesso sproporzionato rispetto alle dimensioni delle attività”.
Secondo UIFOR, oggi è necessario completare quel percorso già avviato dal Governo.
“Chiediamo con chiarezza - aggiunge Castellano - che nella prossima Legge di Bilancio 2027 venga portata avanti l’estensione del tetto del regime forfettario a 100mila euro. Sarebbe una scelta di buonsenso economico, capace di accompagnare la crescita delle attività senza costringerle a un salto improvviso verso un regime ordinario che, troppo spesso, finisce per penalizzare sviluppo, investimenti e occupazione”.
“Il regime forfettario - conclude Castellano - non può più essere considerato una misura marginale o temporanea. Oggi rappresenta una vera infrastruttura economica e sociale italiana, dentro la quale vivono famiglie, giovani professionisti, nuove imprese e interi comparti produttivi. Siamo disponibili anche ad aprire un confronto serio su eventuali meccanismi evolutivi e differenziazioni del prelievo fiscale, ma il primo segnale concreto che il Governo deve dare è chiaro: portare il tetto a 100mila euro e consolidare definitivamente il modello forfettario come leva di crescita nazionale”.

