Roma, 6 marzo 2026 - “Le parole del sottosegretario Claudio Durigon sul rafforzamento della vigilanza e sul ruolo dei fondi pensione vanno nella direzione giusta. Il tema della previdenza futura non può più essere rimandato. Ma c’è una grande questione che il Paese deve affrontare con coraggio: quella dei lavoratori in regime forfettario.”
Lo dichiara il presidente di UIFOR – Unione Italiana Forfettari, Vincenzo Castellano, intervenendo nel dibattito sulla sostenibilità del sistema previdenziale.
“Oggi oltre due milioni di lavoratori operano con partita IVA in regime forfettario. Molti di loro versano contributi minimi o discontinui, altri sono iscritti alla Gestione Separata con aliquote elevate ma senza vere prospettive pensionistiche. La verità è che una parte crescente del lavoro italiano rischia di arrivare alla vecchiaia con pensioni troppo basse.”
Secondo Castellano è necessario aprire un grande patto previdenziale tra Stato e lavoratori autonomi.
“Non possiamo limitarci a dire ai giovani e ai professionisti autonomi di pensare alla previdenza complementare. Bisogna creare le condizioni perché possano davvero farlo. Oggi chi lavora in forfettario spesso ha redditi variabili, nessun ammortizzatore e poca certezza sul futuro.”
Per questo Castellano propone di affiancare alla previdenza pubblica strumenti semplici, automatici e fiscalmente incentivati.
“Serve un sistema che favorisca l’adesione dei forfettari alla previdenza complementare con incentivi fiscali reali, versamenti flessibili e magari una quota di contribuzione premiale, anche figurativa, da parte dello Stato nei primi anni. Sarebbe un investimento sul futuro del Paese, non un costo.”
Castellano conclude con un messaggio chiaro:
“Se vogliamo davvero garantire pensioni dignitose domani, dobbiamo guardare al lavoro di oggi. E il lavoro di oggi è sempre più autonomo, digitale e flessibile. Senza un nuovo patto previdenziale con i forfettari, il sistema rischia di lasciare indietro milioni di persone.”

