
Una fiscalità mirata come leva di sviluppo territoriale. È questo il messaggio lanciato da UIFOR – Unione Italiana Forfettari nel corso del Consiglio Federale di FENAPI Group, dove tra i “pionieri” è intervenuto Roberto Tuccillo, consigliere nazionale con delega ai rapporti istituzionali, portando al centro del dibattito il tema del ripopolamento delle aree interne.
«Se vogliamo davvero rendere attrattivi i territori oggi marginalizzati – ha dichiarato Tuccillo – dobbiamo avere il coraggio di rivedere la fiscalità in chiave territoriale. Non basta parlare di coesione: servono strumenti concreti che rendano conveniente vivere, investire e lavorare nei borghi e nel Mezzogiorno. Senza una leva fiscale forte, il ripopolamento resta uno slogan».
La proposta avanzata da UIFOR è chiara: introdurre politiche fiscali mirate per le aree interne, capaci di trasformare la leva tributaria in uno strumento di riequilibrio strutturale. Non incentivi temporanei o misure frammentate, ma un modello stabile che renda economicamente sostenibile il ritorno nei territori d’origine e l’insediamento di nuove attività professionali e imprenditoriali.
«Le aree interne non chiedono assistenza – ha sottolineato Tuccillo – chiedono competitività. Se rendiamo conveniente investire lì, se abbattiamo il carico fiscale per chi decide di lavorare e creare occupazione nei borghi, allora il mercato farà la sua parte. Il fisco può e deve diventare un acceleratore di sviluppo».
Al centro della visione, il regime forfettario come modello agile e coerente con le esigenze del lavoro autonomo contemporaneo. «Il forfettario rappresenta già oggi una forma semplificata e sostenibile di fiscalità. Se integrato con politiche territoriali mirate, può diventare uno strumento potente di ripopolamento produttivo. Significa attrarre professionisti, giovani competenze, microimprese, ma anche consentire a tanti italiani di tornare nei propri borghi con condizioni economiche competitive».
Secondo UIFOR, la sfida non è solo economica ma culturale. Rendere attrattive le aree interne significa creare un ecosistema favorevole dove la fiscalità diventi incentivo all’investimento, alla crescita e alla stabilità. «Non possiamo continuare a considerare le aree interne come un problema – ha aggiunto Tuccillo – devono diventare un’opportunità. È lì che possiamo sperimentare modelli innovativi di sviluppo, valorizzando capitale umano, qualità della vita e nuove forme di lavoro autonomo e digitale».
Il tema ha trovato attenzione e interesse nel confronto emerso durante l’evento FENAPI, segnale che la riflessione è ormai aperta anche a livello istituzionale. «Quando proposte come la fiscalità di vantaggio territoriale entrano nel dibattito pubblico – ha evidenziato Tuccillo – significa che il tempo è maturo per scelte coraggiose. Noi vogliamo contribuire con proposte tecniche, sostenibili e immediatamente attuabili».
L’impegno di UIFOR non si ferma qui. Nei giorni successivi, Roberto Tuccillo ha incontrato, presso la sede della Provincia di Salerno, il neoeletto assessore Stefano Zecca, titolare delle deleghe alle aree interne, allo sport e al turismo. Al centro del confronto, ancora una volta, il ruolo strategico dei territori interni come bene primario su cui costruire nuove politiche di sviluppo.
«Abbiamo trovato grande attenzione e disponibilità al dialogo – ha dichiarato Tuccillo al termine dell’incontro –. Le aree interne devono tornare al centro dell’agenda politica. Non solo come luoghi da tutelare, ma come spazi da far crescere. La leva fiscale può essere il punto di partenza di una strategia più ampia che coinvolga infrastrutture, servizi e innovazione».
UIFOR prosegue così il proprio percorso istituzionale e politico, consolidando interlocuzioni e proposte concrete nel cammino che porterà l’organizzazione verso l’approdo al CNEL, con l’obiettivo di rappresentare in modo autorevole le istanze dei forfettari e contribuire attivamente alla definizione delle politiche economiche e territoriali del Paese.
«Le aree interne possono tornare a vivere – ha concluso Tuccillo – ma dobbiamo creare le condizioni perché sia conveniente farlo. Fiscalità mirata e regime forfettario sono due modelli vincenti su cui costruire una nuova stagione di sviluppo. È una sfida nazionale. E noi siamo pronti a sostenerla con serietà, competenza e determinazione».
